La porta

20 09 2018

Qualche giorno fa mi hanno girato questo video. È uno dei tanti in cui si mostrano errori clamorosi di valutazione umana che portano a incidenti o sorprese. Più lo vedo e più penso che le immagini nascondano di più di un imbranato che si schianta contro un palo. Mi pare che ci siano due o tre elementi fondamentali dell’esistenza.

Intanto, nella vita si incontrano tante porte. Alcune si aprono facilmente, altre no. Alcune sappiamo come funzionano, altre no. Ma di porte ce ne sono tante e prima o poi ci tocca affrontarle. A questo punto subentra il nostro carattere: timidezza, decisione, intelligenza, ragionamento, improvvisazione, razionalità. C’è chi suona sempre il citofono, c’è chi bussa, c’è chi entra a piedi scalzi e c’è chi, come nell’esempio, entra con convinzione, certezza assoluta. Dal video, capiamo, che non sempre è la strategia migliore. Troppa sicurezza non porta sempre all’efficacia.

Si apprende anche che, sempre nella vita, non siamo da soli. Guardate quell’attimo in cui prima di entrare, il protagonista si gira per assicurarsi che ci sia il suo compagno. Non si capisce bene se è premuroso (ci sei? Entriamo?) o se sia diffidente (eh no, caro, entro prima io!). Ma comunque sia è sempre un cammino che porta al confronto con gli altri. Tanto più, prima di varcare una nuova soglia.

Un altro insegnamento. Se ci sono due porte che portano nella stessa direzione perché aprirle tutte due? Lì ci stanno tutti i ragionamenti sull’abbondanza. Una è più che sufficiente, il resto è spreco. Vale per il cibo, per il tempo, per il lavoro. Quanto basta per entrare in un edificio? Una porta. E per vivere?

E infine l’avvertimento che non può mancare: in giro ci sono tanti stronzi, che nascondono dei pali qua e là. Occhio a non sbatterci contro.



Questioni di performance

28 08 2018

Oggi fa veramente caldo. D’altronde siamo in estate, alla vigilia di agosto. Per non contribuire con questo Editoriale alla pesantezza della situazione, provo con qualcosa di molto leggero. Non è il problema dei problemi e neppure la risoluzione alla domanda-cult (gli incrementi del CCNL stanno nel limite del trattamento accessorio?). Mi occuperò, banalmente, della pronuncia della parola performance, che è entrata a far parte del nostro mondo pubblico con il d.lgs. 150/2009. A rischio di sembrare borioso[1], mi sono fatto un po’ di ricerca ed ecco i risultati.

Da internet si apprende che è uno degli errori di pronuncia più diffusi, nell’abitudine costante che abbiamo noi italiani di ritrarre l’accento. Quindi, anche dall’esperienza diretta nei miei corsi, mi sono accorto che noi diciamo il più delle volte: pèrformans con l’accento sulla e. Ma è sbagliato. Il più corretto sarebbe con l’accento sulla o, ma va bene anche con l’accento sulla a. Il primo è inglese, il secondo è francese (ti pareva che anche loro non volessero una pronuncia tutta speciale, d’altronde son campioni del mondo, mica bazzecole!).

Comunque, spiega tutto l’Accademia della Crusca[2] ricordando che il Dizionario di Ortografia e Pronunzia (DOP) raccomanda, molto giustamente, di seguire più diligentemente l’accentazione inglese (perfòrmans).

Ci sono anche diversi siti in cui si può ascoltare l’audio della pronuncia, qualora volessimo fare un po’ di esercizio[3]. Ovviamente, questo Editoriale, non ha una conclusione della storia, se non questa: avrebbero potuto usare altri termini, come ad esempio: “il ciclo di gestione delle attività” oppure “il piano degli obiettivi” o ancora “il sistema di misurazione e valutazione delle prestazioni” o infine “una pubblica amministrazione più efficiente, efficace ed economica” (su quest’ultima gira pure la parola “performante”, ma lasciamo perdere). Invece, ci tocca tenerci questo: performance. E così sia.

[1] C’è un retroscena. Amo le lingue e tutto ciò che ha a che fare con il linguaggio. Da grande volevo fare il “perito aziendale e corrispondente in lingua estera” e girare per il mondo. Mi sono, invece, limitato all’Italia, ma il pallino si vede che m’è rimasto.

[2] http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/intorno-performance

[3] Ad esempio: https://www.comesipronuncia.it/pronuncia/performance-uk-1062, ma il mio preferito rimane http://www.wordreference.com/enit/performance perchè incastra tutte le lingue che vogliamo.



Metti una birra a Liverpool

15 08 2018

Qualche mese fa, Silvio mi ha detto: “Mi piacerebbe andare a bere una birra a Liverpool”. Ed io ho risposto: “Andiamo”. E così, ai primi di agosto siamo stati qualche giorno in Inghilterra. Liverpool e la vicina Manchester sono famose perchè alla domanda: “Ma cosa c’è da vedere” la gran parte delle persone, giustamente, risponde: “Niente”. Ed è un po’ vero. Non fosse che si è in Inghilterra e a me già può bastare. Oddio, qualcosina a Liverpool c’è. Ad esempio è patrimonio Unesco la zona dell’Albert Dock, una ristrutturazione davvero fatta bene della zona portuale. Ci siamo arrivati una domenica con il sole e il cielo terso ed è stato davvero tutto piacevole. La gente era nelle strade, lungo le vie o nei prati a prendere il sole. Sulle banchine del porto c’era un mini luna park che regalava bei colori e immagini. Sempre presenti i Beatles. Non poteva, ovviamente, mancare un salto ad Anfield, lo stadio dove gioca il Liverpool. Sulla strada del ritorno siamo riusciti a trascorrere anche ventiquattro ore a Manchester.



Londra

7 07 2018

Ho staccato la spina con un ctrl-alt-canc di quattro giorni a Londra. Non era la prima volta e non sarà l’ultima. Delle capitali è sempre stata la mia preferita. Ci vado e ci ritorno. Ogni volta è nuova, diversa, ugualmente avvincente. Come lei, nessuna. Giornate fantastiche, di cielo limpido e trasparente e aria tersa e fresca. Uno spettacolo, per gli occhi e per l’anima.



Aspromonte / 2

31 05 2018

La seconda parte del weekend in Aspromonte è tutta dedicata al canyoning. Abbiamo fatto tre forre: Furrìa, Campolico e Butramo. Ambienti spettacolari e incontaminati. Soprattutto l’uscita dall’ultimo ha regalato immagini uniche mentre noi camminavamo nella valle scavata dal fiume, là dove prima c’era un mare.

Del canyoning mi piace il “perdermi”. Talmente concentrato dentro i torrenti che non c’è spazio per nessun altro pensiero e quei pochi che vengono sono subito incondizionatamente allontanati o da una manovra particolare o da un salto o da uno scivolo. Esserci al 100 per cento ma allo stesso tempo esserne inconsapevole.



Aspromonte/1

13 05 2018

Torno in Calabria ma non per lavoro. L’obiettivo è l’Aspromonte: trekking e canyoning. Mi sono aggregato ad un gruppo di amici e a mio figlio grande con il pallino delle forre, su e giù per i torrenti tra salti, calate e scivoli. Io mi sono auto-alleggerito il programma e di quattro giorni solo due sono andato con loro. Il resto me lo sono organizzato con qualche giro a piedi in solitaria.

Il più significativo è stato un percorso che mi ha portato da Melito Porto Salvo alla rocca di Pentedattilo. Nel paese non c’è nessuno e me lo lascio alle spalle in quel bellissimo silenzio che c’è solo quando si passeggia tra le vie di un centro abitato quando tutto tace, durante la pausa del dopo pranzo. In breve mi trovo sulle colline, ancora verdi. Inizia a soffiare il vento, o forse mi accorgo solo ora della sua presenza, perché viene incanalato in una valle che rende tutto rimbombante. Non faccio in tempo a recuperare il bastone che mi ha consigliato il tipo dell’albergo che scorgo una vipera e mi ritrovo a pensare se potrei farcela a sopravvivere ad un suo morso, così sperduto, di domenica pomeriggio con tutti al mare. Vengo distolto dai pensieri dagli “amici” pastori maremmani, vecchie conoscenze. Mi puntano da 300 metri e inizio a farmela sotto. Abbaiano nel silenzio ed io cambio strada, mi invento una nuova traccia, perdendomi un po’. Provo a usare Google Maps, ma mi ero già accorto che sono riportati tracciati che non ci sono più. Là avanti c’è del movimento. Arriva un gruppo di pecore e capre. Di solito questi cani da accompagnamento sono più buoni, ma non mi fido. Per fortuna c’è anche il pastore. Lo incontro e lo saluto. Gli chiedo la direzione da tenere. Me la spiega, in pochissime parole. Destra, sinistra, destra. Parla senza gli articoli, ma dice quel poco che deve dire. Mi saluta. E a me viene d’istinto di appoggiargli una mano sulla spalla. Arrivo al fiume, che sono le vie d’accesso ai paesi dell’entroterra e risalgo fino alla rocca. Mi trovo il paesino quasi totalmente disabitato di fronte, incastrato nel monte. Uno spettacolo. Entro nei negozietti di artigianato. È domenica. C’è qualche turista. Parlo un po’ con tutti. Mi dicono che c’è una raffigurazione della Madonna che al 25 marzo sale ogni anno con una processione da Melito fino a lì e l’ultimo sabato di aprile torna a casa, sempre seguita dalle preghiere dei fedeli. Scopro che è stato proprio ieri e mi dicono di tornare dal mare, perché avrei visto il santuario e tutta la festa attorno. E così è. Dopo una lunga discesa arrivo alla spiaggia e mi trovo a percorrere più di un chilometro di lungomare pieno zeppo di bancarelle di ogni tipo. Le mie preferite erano quelle che vendevano i cd e, ancora, qualche audiocassetta: nel mondo della musica su mp3 mi hanno riportato ai ricordi in un istante. Arriva il taglio di luce, quel colore di sole che attraversa qualche nuvola e che rende tutto più nitido e pieno di contrasto. Mi fermo, guardo e annuso. Poi, torno all’albergo.

 



Spammando

21 04 2018

Sono indeciso se comprarmi un k-way con lo sconto del 75% oppure un cruscotto per la nuova macchina. Ci sono però quelle 100 capsule di caffè compatibili a 12 euro che mi stuzzicano non poco. Non male anche le nuove collezioni primavera-estate da 4,99 euro. Ovviamente, poi, non mancano mai le offerte per l’ADSL: ne arrivano da tutti i gestori. C’è anche una mega proposta in russo, ma davvero non capisco la lingua. In compenso, oggi, mancano le offerte delle signorine sconosciute: “ciao, vuoi passare del tempo con me?”.

Tutto questo è la meraviglia dei 35 messaggi contenuti nella cartella “spam” dopo tre giorni di mancata lettura. Tra l’altro ho scoperto che devo aver bisogno di una zanzariera, perché mi è arrivato il preventivo. Ma anche di una nuova polizza auto: prezzo proposto 188 euro. C’è la proposta di trasformare la mia vasca da bagno in una doccia. Ci penso.

Devo poi ricordarmi di far causa alla mia Asl sulla riservatezza del mio stato di salute, perché mi è arrivato l’invito a: visita gratuita dall’ottico della mia città, testare le nuove lenti a contatto giornaliere, provare gratuitamente per 30 giorni l’apparecchio per l’udito.

Gentilmente, mi sottopongono anche le varie possibilità per finanziare i miei acquisti. Valutazione gratuita della mia macchina con acquisto in contanti. Fare soldi con le criptovalute (questo mi è arrivato cinque volte, sarà importante). Accettare la cessione del quinto dello stipendio. Imparare a fare trading on line. La migliore però rimane quella di diventare assistente per l’infanzia per avere un reddito fisso, anche se ho già cliccato sul tutorial di chi mi ha avvisato che la somma di 19.110,33 euro è stata depositata sul mio conto.

Alcuni capiscono che ho bisogno di vacanze e quindi mi offrono o crociere o soggiorni meravigliosi in hotel cinque stelle.

Alla fine arriva pure lo psicologo che mi invita a scoprire la mia personalità con un test.

Beato spam.