Il cimitero dei palloni

14 02 2019

Qualche giorno fa sono tornato a casa e ho trovato questa situazione. Era successo questo: in occasione di una sistemata al giardino, ho chiesto ai ragazzi di recuperare tutti i defunti finiti nel “cimitero dei palloni”, un’area nascosta dove hanno trovato pace tutti i tipi di palla utilizzati dai miei figli.Il cimitero dei palloni Sono il frutto di tanti anni di regali storici: compleanni, comunioni, cresime. Ma anche di acquisti sofferti con le mance dei nonni. Ce ne sono 16. Mediamente cinque a testa più uno. La maggior parte sono di calcio, ma spunta anche un pallone da basket, uno di volley e qualcosa di tennis. Da qualche parte abbiamo anche quello di rugby. Della serie: le abbiamo provate tutte. Sono tutti irrimediabilmente bucati, frutto di tanto gioco nel piccolo campetto. Il risultato di avere tre maschi che girano per casa. Quattro con me.



Il lampo di genio

30 12 2017

Delle frasi dei figli, più di tutto mi colpisce la genialità. Certo, anche le battute simpatiche fanno sorridere, ma quello che più mi fa riflettere è quel lampo di genio che passa nella loro testa senza peraltro che se ne accorgano. Un’idea pulita, insomma. Lontana da conseguenze o ragionamenti razionali. Così come viene, la buttano fuori. Ne metto tre, una per ciascuno.

 

– Secondo me, figlio mio, quando sarai grande, sputtanerai tutti i tuoi soldi nelle scommesse!

– Scommetti di no?

 

– Papà, qua vogliono sapere se “sedia” è un nome composto. Si o no?

– Boh, te cosa dici?

– Per me sì

– Ah, sì? E composto da cosa?

– Dal legno.

 

– Papà, ho una domanda.

– Dimmi

– Ma se un cane entra nel laboratorio di un paleontologo, sono guai?

 

 



Cosa ho spiegato?

20 05 2017

Il graficoQualche giorno fa ho tenuto un corso in una Unione della Sardegna e ho provato a spiegare qualche dinamica con un grafico sulla lavagna a fogli mobili. Questo è quanto ne è uscito. Come faccio ogni tanto, l’ho inviato ai miei amici (totalmente estranei alla materia del personale degli enti locali) per avere un loro parere su quanto avessi spiegato. Ecco quello che ne è uscito.

– Inversione a U su linea continua. Non si può fare… Sanzione del codice della strada

– Navette sui 10 m e resistenza alla velocità con cambi di direzione

– Che se sei un punto non puoi uscire dal riquadro se sei un asterisco si

– Le sovrapposizioni e gli scarichi

– I puntini stanno in terra, le stelle vanno in cielo

– La tattica per batterci alla prossima partita di calcetto

– E’ una rossa 2: palla al mediano di apertura, finta del primo centro e palla al secondo centro che entra

– Come recintare il giardino per non far uscire il cane

– Quando si paga e come si calcola l’indennità di trasferta

– Il “dentro” e il “fuori”

– Se metti il seme nel campo A, esce la pianta nel campo B

– Progressi e fallimenti delle discese in apnea

– Potrebbero essere le spese di personale, ma quella freccia in su è impossibile: possono solo diminuire!

– Passaggio, finta e superamento linea… Nel frattempo compagno si smarca in ampiezza…

p.s. Niente, ho avuto l’ennesima conferma che non so disegnare. Eppure era facile, dai: se un dipendente cessa per mobilità in un anno e crea spazi di spesa di personale, puoi assumere tramite mobilità già nello stesso anno purchè rispetti il tetto di spesa e la procedura sia limitata ai dipendenti di enti che hanno limitazioni alle assunzioni… Possibile che i miei amici non lo sappiano!?! 😀



007, missione mortale, missione portale

6 03 2016

Il mio nome è Desk, Help Desk.

Sono lo 007 (con licenza d’uccidere) dell’incontro tra offerta e domanda di mobilità. Ho un sistema tutto mio. Mi chiamano portale, implementato per gestire la ricollocazione dei dipendenti in esubero delle province e delle città metropolitane. Ultimamente, dopo l’ennesima fuga con inseguimento, mi hanno inviato, in soccorso, anche i dipendenti della Croce Rossa Italiana. Io ce la metto tutta, ma incrociare un profilo professionale “militare” con un “assistente sociale” è mission impossible. Io sono Desk; Help Desk, mica Tom Cruise.

Alla mezzanotte del 12 febbraio 2016, mi hanno chiuso. In rottamazione, credo, perché non ho mai funzionato benissimo. All’inizio lavoravo a tempo parziale, perché le attività che riuscivo a gestire non erano complete. Poi sono arrivati i giorni del black out totale e per la prima volta ho pensato al pensionamento anticipato, che forse mi avrebbero concesso nonostante non avessi ancora fornito alcun contributo.

Mio padre, misteriosamente codificato con DM14092015, aveva previsto dei tempi di gestazione, che, non sono stati rispettati. E così, da novembre scorso, ho iniziato a funzionare a giorni alterni. Dal video, mi facevo certe sghignazzate, guardando le reazioni disperate dei poveri operatori degli enti locali, che con tutta la buona volontà provavano a contattarmi…

Io non rispondevo, neppure alle domande più insistenti. La più classica era: “Ci spiegate come funziona questo portale?”. Ma mi sembrava una domanda non tanto importante, almeno così, i miei creatori, mi avevano detto.

Intanto, la missione di salvare la varia umanità di province e città metropolitane proseguiva e fonti certe dicevano che, senza ancora il funzionamento del portale, gli esuberi erano scesi da 20.000 e poco più di 2.000. Il classico “miracolo all’italiana!”

Mi sono rimboccato le maniche, e solamente una decina di giorni prima della chiusura del sistema, ho iniziato a dare delle risposte. Non erano esattamente quelle che mio padre, il saggio DM, aveva inserito nel mio DNA, ma la mia missione è anche quella di tenere un po’ tutti sulle spine. Sapete, come siamo fatti, noi 007. È sempre una storia che va a finire bene, ma serve un po’ di suspense, evidentemente.

Quindi, per adesso, chiudo un po’ i battenti e ci rivediamo tra qualche settimana. Ferie meritate. Spero vogliate, nel frattempo, perdonarmi per essermi sempre firmato “Help Desk”: in missione, lavoro in incognito.



Un test

10 10 2015

Non sono amante dei test. Non mi piace farli, nè somministrarli (ma come si può usare la parola “somministrare” per un test? Mah). Stamattina, Marco, mi ha girato, però, un test simpaticissimo. Mi ha fatto sorridere, da solo, davanti al video del telefono. Eccolo qua.

UN TEST



Bonus Bebè

31 01 2015

Tra di noi ci sono delle persone geniali.

Non so chi sia, me l’hanno girato. E non so neppure da quale giornale sia stato preso. Ma questo, è un genio.

Bonus Bebè



Il mio nuovo cellulare

10 01 2015

Dai primi di novembre sono senza smartphone. Mi è caduto e si è rotto. Una di quelle morti lente nella quali tutto diventa buio pian piano. La notte è iniziata nell’angolo in alto a sinistra e poi, via via, ha risucchiato ogni pixel dello schermo. Penso sia una specie di Alzheimer e dal libretto delle istruzioni mi pare di capire che la medicina non abbia ancora trovato soluzione.

Non è che ci viva male, visto che ho trovato un sostituto che fa quello che un telefono dovrebbe fare: le telefonate (e gli sms). Certo, senza smartphone sei un po’ fuori dal mondo. A Capodanno mi hanno fatto gli auguri via sms tre persone. E due hanno risposto ai miei. Penso che la vita (virtuale) si sia spostata su whatsapp, dove mandare gli auguri “copia-incolla” o “urbi ed orbi” è certamente più facile. Ma sui cellulari preistorici non si installa.

Per sostituire il mio smartphone, mi sono rivolto incondizionatamente all’esperienza di mio figlio quattordicenne il quale, a giudicare dalle ore che ci passa sopra, dovrebbe essere il massimo esperto in materia. Mi ha spiegato mille cose che non ho capito e alla fine mi ha detto: prendi questo, è come il mio ed ha una potenza esagerata (a gestire i cinque amici di Capodanno dovrei farcela, insomma). Però viene da lontano, dalla Cina.

Visto che con l’acquisto del suo era andato tutto bene, lo acquisto su Amazon dal medesimo rivenditore. I tempi di consegna del suo erano stati di 15 giorni. Per il mio ho dovuto aspettare un mese e mezzo per vedermi ricevere una lettera delle Poste (Italiane) che mi comunicavano che avevano aperto il pacchetto e, scovando un cellulare, dovevo pagare i diritti doganali. Ok, pago, ho scritto, dichiarando pure che non vi era dentro una pelliccia (se l’avevano aperto, forse l’avranno visto anche loro, no?).

Dopo altri quindici giorni, arriva finalmente il pacchetto. Lo apro e… ecco il mio nuovo smartphone.

IMG_20150102_152023-bis2Mio figlio, si avvicina, ride come un matto ed esclama: “Uao, che fortunato! A te hanno dato anche l’ultimo modello, quello che se cade non si rompe più…”.

“Proviamolo un po’ sulla tua testa!!!”

(Giusto per non buttar via niente, sto pensando a come sfruttare il regalone. Secondo me dovrei acquistarne un altro, attaccare dei cavi a quei chiodi, mandare il genio di mio figlio in un’altra stanza e dirgli di provare il “cellulare coi fili”. Magari è un’invenzione che avrà futuro…).